L’etica nel cesso? Effetti dell’intossicazione giuridica.
Da un bel po’ ci siamo ridotti a pensare che tutto quello che non è vietato o reso obbligatorio da una norma giuridica sia lecito.
Aveva ragione Nietzsche: Dio è morto e l’abbiamo sostituito, ma di nuovo, rispetto ai suoi tempi: senza nemmeno rendercene conto, al suo posto abbiamo messo il denaro, l’autoaffermazione, il successo, il benessere, e persino il consumo.
Sono cambiati anche i riti, senza che nessuno ce lo facesse notare, quindi questa nuova trasvalutazione è stata invisibile: oggi non c’è bisogno di andare in chiesa o di avere un vangelo per continuare ad avere nel cervello l’idea del sacro, ossia di qualcosa di intoccabile e irrinunciabile, come una disponibilità economica, una casa, una vacanza, una carta di credito o un cellulare.
Anche la famiglia ha perso delle posizioni ed è uscita dall’area del sacro, sostituita dal diritto di rifarsi una vita. Per non parlare della Patria della quale ci ricordiamo solo quando una squadra (preferibilmente di calcio) vince una medaglia.
Beninteso, non mi interessa minimamente tornare al passato, ma solo cambiare il presente e, conseguentemente, il futuro, che oggi non pare tanto roseo. Ovviamente lo posso fare per me e per quei pochi coraggiosi che dopo aver condiviso questa visione, vogliano fare qualcosa, ma non sanno da dove cominciare.
Beh io partirei dal chiedermi: chi siamo diventati?
Ormai non ricordiamo più Enea e nemmeno pensiamo che molte delle persone che conosciamo non hanno la più pallida idea di chi sia. Nessuno insomma oggi si ricorda che per millenni le azioni degli uomini non sono state regolate dal diritto.
Fare una classifica sarebbe stupido e poco utile: il punto non è stabilire se la vita fosse migliore prima o se sia meglio oggi, ma se siamo soddisfatti del nostro presente e del futuro che ne deriva.
A me un mondo in cui le leggi dell’umanità non sono rispettate, non piace e non fa ben sperare. Non le leggi dell’uomo: fai attenzione. L’uomo è bravissimo a fare leggi che non risultino disumane, ma pessimo a farne per sviluppare l’umanità.
Sì certo, le anime giuridiche più pure in questo momento andranno a rifugiarsi nella Costituzione ed ai suoi nobili contenuti, dimenticando però che, nonostante le migliori intenzioni, è stata fatta a maglie larghe e spesso i suoi bellissimi principi – talvolta meta-giuridici o pre-giuridici – restano di fatto irrealizzati proprio per effetto di quella riserva di legge che sembrava un baluardo ed invece si è rivelata una “traditrice”, anche perchè in 70 anni non è cambiata solo l’Italia, ed i suoi politici, ma il mondo intero.
Così oggi è normale, almeno per qualcuno, violare la legge del mare che ha salvato Enea e molti altri naufraghi, per salvaguardare il benessere di chi naufrago non è che e che pensa di meritarsi quel tenore di vita che non gli pare affatto lussuoso, ma anzi solo dignitoso.
Per altri è normale far pedalare per mezza città, magari sotto la pioggia, uno dei nuovi schiavi che esistono anche se la schiavitù è stata formamente abolita da oltre un secolo, solo perchè al posto delle catene abbiamo messo una misera e ignobile “retribuzione”.
Per molti è normale non considerare che l’economia è un gioco a somma zero: una persona sola (cioè un’impresa) può fare tanti soldi, solo se molte persone ne fanno pochi. O crediamo davvero che ci siano tanti soldi per tutti, come se si trattasse di una nuova El Dorado?
Per molti è normale sentirsi non responsabili di tutto questo solo perchè non l’hanno voluto e non fanno nulla per consentirlo: già, si accontentano di tollerarlo, facendolo il più silenziosamente possibile, per non disturbare i propri simili o peggio i “clienti” che ovviamente sono, nel frattempo, saliti nell’Olimpo di chi comanda.
Quindi siamo neo-religiosi anche noi, no? Invece di temere un dio, temiamo di non avere più clienti e dunque ci prostituiamo al marketing ed al branding, i quali, essendo giuridicamente leciti, consentono un meretricio del tutto legale.
Bella scoperta che ho fatto.
A questo punto non mi resta che salutarti ed augurarti delle pessime vacanze: vacanze sofferte in cui tu possa pensare a fondo a questi temi al punto tale da fare, da settembre, qualcosa che non hai mai fatto in precedenza: pensare a costruire un sistema etico che ti soddisfi e che possa orientare per benino la tua vita e quella delle persone sulle quali puoi esercitare una leadership, per quanto piccola, limitata o non esclusiva.
Non è tua responsabilità quello che gli altri non fanno, ma quello che non fai tu.
Ah, se cerchi altri pazzi che stanno iniziando a ragionare così, dai un’occhiata al Bosco Legale.




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